Documenti autografi di Mussolini restituiti all’Archivio centrale dello Stato
Nel corso della mattinata di lunedì 23 febbraio, presso l’Aula Magna dell’Archivio Centrale dello Stato, è avvenuta la consegna ufficiale da parte del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di documenti archivistici, tredici minute autografe di Benito Mussolini, recuperati a seguito della attività di controllo del mercato antiquario.
Trattandosi di documenti redatti da Mussolini nell’esercizio delle proprie funzioni in qualità di Capo del governo, l’intera documentazione è stata riconosciuta come bene culturale appartenente al patrimonio indisponibile dello Stato italiano. Sono carte che, scomparse nel concitato epilogo bellico dell’aprile 1945, riemergono dall’oblio dei mercati antiquari e tornano, finalmente, nella loro sede naturale, ossia nello specifico nella serie “Carte della cassetta di zinco” del fondo “Segreteria particolare del Duce”. Le “Carte della cassetta di zinco” sono documenti che Mussolini, poco prima della sua fine, stralciò dai fascicoli dell’ufficio della segreteria particolare e che al momento della sua cattura furono sequestrate dai partigiani insieme ad un altro nucleo di documenti noto come “Carte della valigia” e poi consegnate agli Alleati, i quali, dopo averli visionati e microfilmati, le restituirono al governo italiano.
Dei tredici autografi recuperati, due, ossia appunti relativi all’incontro in Germania con Hitler e una minuta di un telegramma inviato a D’Annunzio, sono nuovi documenti che vanno ad incrementare la raccolta degli autografi. In particolare la minuta va ad aggiungersi alle decine di altre minute di telegrammi inviati dal Duce al Vate tra il 1923 e il 1937.
Gli altri 11 autografi, minute di discorsi, proclami e articoli, vanno a colmare una lacuna dato che sono documenti già conosciuti e presenti negli elenchi dei vecchi inventari. Di essi, infatti, l’Archivio Centrale dello Stato ne ha sempre conservato i dattiloscritti se non anche copie fotografiche presenti però in un altro fondo, quello della Mostra della Rivoluzione fascista. La Mostra, ideata inizialmente come allestimento temporaneo per fini propagandistici-celebrativi del regime che avrebbe dovuto trasformarsi in una istituzione permanente divenendo l’archivio storico del regime, raccoglieva una notevole quantità di materiale, oltre a documenti, libri e fotografie anche cimeli e oggetti vari. Tra i documenti diversi furono gli autografi di Mussolini che lo stesso Dino Alfieri, ideatore del progetto, prelevò dalla segreteria particolare del Duce. Presumibilmente gli autografi, mai più rientrati nell’archivio della segreteria, vennero trafugati successivamente all’8 settembre, quando una parte della documentazione venne trasferita nel nord Italia mentre un’altra rimase incustodita nei sotterranei della Galleria d’arte moderna a Valle Giulia.
Le tredici minute, dopo un primo intervento di restauro e uno successivo di digitalizzazione, insieme alle altre della stessa serie, saranno presto rese disponibili alla consultazione degli studiosi.
Davide Caracciolo, responsabile degli Archivi Fascisti
Data:
3 Marzo 2026
Archivio Centrale dello Stato


