Archivio Centrale dello Stato

I Manifesti politici: una preziosa raccolta

Tra la vasta documentazione conservata dall’Archivio centrale dello Stato, emerge un nucleo di documenti di particolare rilevanza che testimonia le attività dei movimenti e delle ideologie che hanno plasmato il panorama politico italiano del recente passato: i manifesti politici, un prezioso strumento per approfondire lo studio della comunicazione politica. Il nucleo documentale, composto da oltre 1000 pezzi tra manifesti, giornali murali e manifesti elettorali, si è  formato nel corso del tempo attraverso l’acquisizione e la raccolta effettuata dall’Istituto e dai suoi uffici.
Questa particolare tipologia di documenti è spesso riunita in “raccolte”, in quanto raggruppamenti di diversi soggetti produttori. Da un lato, vi sono i partiti e le associazioni politiche che hanno effettivamente prodotto tali manifesti e li hanno successivamente donati, e dall’altro, le raccolte dell’Archivio centrale dello Stato (ACS), che svolge un ruolo attivo nella conservazione e nella valorizzazione di tali documenti. Differentemente dalle forme di aggregazione di documenti normalmente presenti in Archivio, questa tipologia documentaria rappresenta un unicum: non esistono, infatti, due archivi di manifesti perfettamente identici. È possibile cioè, trovare esemplari identici di manifesti o volantini all’interno di archivi diversi, ma non saranno mai presenti raccolte esattamente identiche.

I manifesti rappresentano il fervore dei movimenti politici di specifici periodi storici

I produttori di manifesti politici, soprattutto durante periodi di grandi sconvolgimenti sociali, non avevano considerato la conservazione a lungo termine di questi documenti. Infatti, a differenza di altre tipologie documentarie conservate dall’Archivio centrale dello Stato, i manifesti hanno peculiarità e caratteristiche specifiche. Sono documenti destinati ad essere affissi sui muri per propagandare e diffondere un messaggio, un comizio di piazza o un programma politico. Sono stampati su carta di scarsa qualità, generalmente senza dati e senza edizione, e quindi destinati a una “vita breve”. Solo negli ultimi decenni si è presa consapevolezza del valore storico di questi documenti, che rappresentano testimonianze incontestabili del passato.

Oggi, i manifesti politici rappresentano una tipologia documentaria di crescente interesse per lo studio delle strategie di comunicazione politica, dell’influenza sull’opinione pubblica e della mobilitazione di massa, nonché per lo studio iconografico. Attraverso la loro analisi, è possibile esaminare le strategie di comunicazione politica utilizzate nel corso degli anni, tracciare l’evoluzione del dibattito pubblico e delineare il ruolo cruciale che hanno assunto nella diffusione di idee, ma anche studiare la semantica e la grafica.

La raccolta dei manifesti politici ACS

L’Archivio Manifesti ACS, raccoglie documentazione che va dal 1952 al 1980, e più specificatamente:
– n. 500 manifesti del Partito di Rifondazione comunista, che l’Istituto conserva in deposito dal 2016, tutti digitalizzati e descritti. Questi manifesti testimoniano la nascita del movimento, avvenuta dopo la caduta del muro di Berlino e il crollo dell’Unione Sovietica, quando il Partito Comunista Italiano si scisse dando vita al Movimento per la Rifondazione Comunista.
– n. 198 giornali murali prodotti dalla Federazione fascista dell’Urbe tra il 1933 e il 1942, che contenevano immagini e notizie sull’attività del partito fascista a Roma, acquistati dall’Istituto;
– n. 200 manifesti elettorali prodotti dai partiti nell’arco costituzionale 1952-53, che sono pervenuti in Archivio in differenti modi (donazioni, ecc.. ) che sono attualmente tutti digitalizzati;
– oltre 600 manifesti di comitati e varie organizzazioni politiche degli anni Settanta/Ottanta del Novecento  e infine
-quelli conservati all’interno dei fondi, non menzionati negli inventari e riguardano soprattutto il periodo fascista della soppressione della libertà di stampa. Sono conservati sia come materiale sovversivo all’interno dei fascicoli personali degli antifascisti sia nei fascicoli del Tribunale speciale e quindi come prove a carico degli imputati e nelle serie della pubblica sicurezza dedicate alla stampa.

I manifesti della campagna del 1953

I manifesti relativi alla campagna del 1953, che puntava ad un governo più stabile in un periodo di Guerra Fredda, si riferiscono ad un’elezione particolarmente importante che portò alla reintroduzione del sistema proporzionale, diversamente da quello che era stato adoperato nel 1948, dopo la caduta del fascismo. E i manifesti di quella campagna, riflettono appunto i toni molto accesi dei vari schieramenti politici che all’epoca in sfida. Tuttavia, occorre specificare che non tutti gli oltre 200 manifesti in deposito rappresentano soggetti politici. L’Istituto conserva tra i 75 manifesti della Democrazia cristiana, 35 manifesti Partito Comunista Italiano,  11 manifesti Partito liberale,  8 manifesti Partito Repubblicano, 14 manifesti del partito social democratici e 38 del Partito Socialista Italiano, i cui temi si riferiscono a la lotta all’astensionismo a temi antifascisti  e anti dittatura comunista, vi si trovano anche 35 manifesti politici dei comitati civici, ovvero comitati che affiancavano la democrazia cristiana nella campagna elettorale.

Per saperne di più, accedi al video realizzato in occasione della Giornata di studiVia col voto: il manifesto politico e sociale nell’Italia del Novecento”, organizzata dall’Istituto il 7 giugno 2023. Vai al LINK

 

Galleria

I manifesti politici sono conservati per garantire la loro longevità e fruibilità

Come ogni altro materiale e ogni altro supporto cartaceo, questa tipologia di documentazione è sottoposta ad usura e a fenomeni di deterioramento, più o meno veloce a seconda del tipo di conservazione verificatasi e/o attuata nel tempo, attraverso fattori intrinseci o estrinseci. Tra i fattori intrinseci troviamo i metodi di fabbricazione del foglio, ovvero il tipo di impasto e la sua natura chimica, mentre, per quanto riguarda i fattori estrinseci, giocano un ruolo fondamentale il tipo di conservazione, l’ambiente, l’esposizione alla luce e agli inquinanti.
Perciò, oltre a problemi di ingiallimento dovuti al fenomeno di ossidazione, che causa “imbrunimento” e la conseguente riduzione della resistenza e della consistenza della carta, che si innescano naturalmente a causa della stessa manifattura e qualità della carta, altri fenomeni di degrado fisico sono spesso accompagnati da quelli di tipo chimico, che sono influenzati in modo particolare dai valori di umidità presenti nell’ambiente. In caso di eccessivo aumento o diminuzione della quantità di acqua, i supporti cartacei tendono infatti ad assorbire o rilasciare l’umidità a causa della loro natura igroscopica.
Ulteriori problemi di deterioramento sono poi dovuti a motivi più banali come l’incuria, la fruizione prolungata e ripetitiva o la conservazione inadeguata, i cui principali effetti sono: strappi, macchie di varia natura, residui di diverse sostanze, ecc.
Per garantire una maggiore longevità e assicurare la fruibilità dei manifesti che fanno parte della raccolta dell’Istituto, il Laboratorio di conservazione e restauro dell’Archivio centrale dello Stato ha portato a termine, per il momento, il restauro di n. 5 manifesti, attualmente in esposizione nelle teche del nuovo percorso museale dell’Istituto Lo scrigno della memoria.

Data:
15 Giugno 2023